Monte Chaberton

Il monte Chaberton svetta con i suoi 3130 metri sul livello del mare, al confine tra Francia e Italia. Adiacente al colle del Monginevro che conduce verso Briançon, è la via scelta dal Viaggiatore, più difficile, ma meno battuta nell’alto medioevo. Egli potè osservare la vetta del monte sparire e riapparire durante il suo avvicinamento come era in origine, una cuspide di roccia piramidale. A fine Ottocento, il genio militare italiano spianò la cima per costruire un forte e installare una batteria di cannoni che sono stati una spina nel fianco dello stato maggiore francese per decenni. Durante la sua costruzione nelle accademie militari transalpine si elaboravano già tesi di laurea su come colpirlo. Il 21 giugno del 1940, a pochi giorni dall’inizio delle ostilità, gli artiglieri francesi inquadrarono il “forte delle nuvole” e lo sottoposero a una pioggia di proiettili di mortaio. Alla fine della giornata sei delle otto torrette erano fuori uso. Il forte sul monte Chaberton aveva  cessato la sua effimera operatività. I nove soldati che morirono quel giorno, il decimo che morì in ospedale, quello che morì durante il trasporto delle bocche da fuoco durante l’allestimento,  vanno ad aggiungersi a tutte le vittime della follia umana. I corpi di nove dei caduti durante il bombardamento, rimasero sulla vetta a lungo per venire riesumati e onorati dalle famiglie solo nel 1943.

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