New York

Cosa si può dire di New York che non sia stato detto? Quanti la conoscono potranno concordare che ogni volta appare diversa pur non cambiando mai nella sua essenza. Era una location perfetta per uno dei miei personaggi tormentati del Vol.2 dei Nodi della Terra: Ombre a occidente.
Ruhlmann è uno dei due locali “bon ton” del romanzo. Adiacente al Rockfeller Center si fa notare per il suo ampio dehors. Al suo interno pavimenti decò sopravvivono tra meno aristocratici arredi. Grand Central Terminal: la caratteristica che ricordo più volentieri del grande snodo nevralgico in piena Midtown è la sua luce ambrata. Dal lato opposto della 43 proprio sotto le arcate generate dal ricongiungimento di Park Avenue, qualcuno in attesa di un appuntamento, cerca qualche istante di pace a Piercing Square, nella speranza di riassaporare la vecchia città dei suoi ricordi.
Battery Gardens a Battery Park. Il colore verde veronese chiaro, lo stesso colore della Statua della Libertà, è ovunque: sedie e tavoli in ferro, insegne, protezioni in legno contro la pioggia e le raffiche di vento, nella plastica del menu con la sua quercia bianca e… nella mia memoria quando chiudo gli occhi.

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